«Anime salve in terra e in mare» — Anime salve
Il percorso del CFA si snoda attraverso tre ambienti fondamentali: il Golfo dei Poeti, le aspre verticalità delle Cinque Terre e infine la complessità urbana di Genova.
La Spezia non è solo un punto di ritrovo sulle mappe, è il nostro porto di partenza. Città di arsenali, di mappe nautiche e di orizzonti, rappresenta perfettamente l'anima dei "Naviganti": qui si respira l'aria di chi si prepara a lasciare la sicurezza della banchina per prendere il largo. Inizieremo così il nostro cammino proprio dove la città industriale cede il passo alla bellezza naturale. Davanti a noi si apre il Golfo dei Poeti, un anfiteatro d'acqua che ha incantato generazioni di artisti, da Lord Byron a Shelley. Non è un caso che il nostro CFA parta da qui: questo golfo è un luogo che invita alla contemplazione e all'ascolto, un rifugio per i "Sognatori" e per le "Anime Salve" in cerca di direzione.
Il Golfo è la nostra prima palestra di bellezza. Le colline che si tuffano nel mare e i borghi colorati che si specchiano nell'acqua non sono solo una cornice turistica, ma il primo testo su cui leggere la grandezza del Creato. Guardando verso ovest, lo sguardo incontra Portovenere e l'isola Palmaria: è lì che punteranno i nostri scarponi. Lasciandoci alle spalle i rumori urbani di La Spezia, ci incammineremo verso quella lingua di terra dove sorge la Chiesa di San Pietro, arroccata come una sentinella sulla scogliera. È il confine fisico del Golfo, la soglia tra le acque calme del porto sicuro e il mare aperto delle Cinque Terre che ci attende nei giorni successivi.
Qui, tra l'azzurro intenso e la roccia viva, inizia la nostra Strada.
Lasciato il Golfo dei Poeti, la Strada cambia volto e si fa verticale. Entriamo nel territorio delle Cinque Terre, un paesaggio che non è stato donato, ma conquistato dall’uomo pietra su pietra. Cammineremo immersi nella macchia mediterranea, tra i profumi del timo e dell'elicriso, calpestando sentieri che costeggiano i famosi muretti a secco.
È la terra aspra e scabra cantata da Eugenio Montale: un luogo che non concede nulla al superfluo e che richiama prepotentemente all'essenzialità. Ogni passo su questi terrazzamenti ci ricorda la pazienza educativa: costruire, sostenere, curare, proprio come i contadini fanno con queste vigne eroiche a picco sul blu.
La Strada ci metterà alla prova con dislivelli che tagliano il fiato e panorami che lo restituiscono amplificato. Affronteremo la vertigine di luoghi dove la terra sembra tuffarsi direttamente nell'acqua, per poi risalire verso la quiete dei Santuari che vegliano dall'alto sulla costa. In questi luoghi, lontani dalla folla dei borghi costieri e immersi nel silenzio, vivremo il tempo della riflessione, con il rumore delle onde come unica colonna sonora.
I sentieri che uniscono i borghi, da Riomaggiore a Monterosso, diventeranno lo scenario del nostro camminare insieme. Tra i vicoli marinari e la pace degli spazi sacri a mezza costa, sperimenteremo la bellezza della condivisione e della strada percorsa fianco a fianco, passo dopo passo, fino al mare.
Il nostro viaggio non si ferma tra le rocce, ma ci chiede di scendere a valle, là dove l'umanità vive, lavora e sogna. L'ultima tappa ci porta a Genova, la "Superba", una città verticale e complessa, fatta di luci abbacinanti sul mare e ombre profonde nei vicoli del centro storico. Arrivare a Genova per uno scout non è mai un semplice transito turistico. È un ritorno a casa. Cammineremo sulle stesse strade che videro nascere l'intuizione dello scautismo cattolico italiano. Questa è la città di Mario Mazza e delle prime "Gioiose": qui scopriremo che le nostre strutture e il nostro metodo non sono teorie astratte, ma risposte concrete nate in questi quartieri per servire i ragazzi del tempo.
Genova ci accoglierà nel suo labirinto. Lasceremo i sentieri di terra per inoltrarci nei caruggi, le strette vie dove la vita scorre densa e senza filtri. Sarà questo lo scenario per interrogarci sulla Scelta Politica: non nei palazzi del potere, ma in mezzo alla gente, imparando a leggere i bisogni della "città degli uomini" e a capire come il nostro servizio possa diventare cittadinanza attiva e costruzione del bene comune.
«Io qui mi sento davvero a casa mia.»
Friedrich Nietzsche